Nel 2003 avevo riassunto e commentato il seguente articolo ”Oxytocin Infusion Reduces Repetitive Behaviors in Adults with Autistic and Asperger’s Disorders, Eric Hollander, Sherie Novotny, Margaret Hanratty, Rona Yaffe, Cocetta M De Caria, Bonnie R Aronowitz, Serge Mosovich, Neuropsychopharmacology (2003) 28, 193-198

L'articolo dava il resoconto della sperimentazione di una singola infusione endovenosa di ossitocina confrontata col placebo nella quale il farmaco era risultato superiore al placebo nel ridurre i comportamenti ripetitivi in adulti con disturbi dello spettro autistico.
Abbiamo dovuto aspettare 12 anni per avere il resoconto di sperimentazioni fatte con ossitocina endonasale per periodi di settimane.
Recentemente sono usciti due articoli: uno che da' risultati positivi e uno che da' risultati negativi.

L'articolo che riporta risultati positivi e'il seguente


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Brain. 2015 Nov;138(Pt 11):3400-12. doi: 10.1093/brain/awv249. Epub 2015 Sep 3.

Clinical and neural effects of six-week administration of oxytocin on core symptoms of autism.



L'articolo che riporta risultati negativi e' il seguente


J Child Psychol Psychiatry. 2015 Apr;56(4):444-52. doi: 10.1111/jcpp.12305. Epub 2014 Aug 2.

The effects of a course of intranasal oxytocin on social behaviors in youth diagnosed with autism spectrum disorders: a randomized controlled trial.



Nel primo lavoro e' stata fatta una sperimentazione randomizzata, in doppio cieco crossover, su 20 adulti maschi con ASD ad alto funzionamento.

I dati ottenuti dai 18 individui che hanno completato la sperimentazione hanno mostrato che la somministrazione intranasale di ossitocina per sei settimane ha ridotto significativamente i sintomi relativi alla reciprocita' sociale, valutata mediante ADOS (P = 0.034, PFDR < 0.05, Cohen's d = 0.78). In questo lavoro alla valutazione clinica e' stata affiancata una valutazione strumentale mediante Risonanza Magnetica Funzionale che ha evidenziato un aumento della connettivita' funzionale tra la corteccia cingolata anteriore e la corteccia prefrontale dorso-mediale (rho = -0.60, P = 0.011)


Nel secondo articolo l'ossitocina e il placebo sono stati somministrati in doppio cieco a 50 maschi di eta' compresa tra 12 e 18 anni con autismo o Asperger, per 8 settimane. La valutazione dei risultati e' stata fatta mediante la Social Responsiveness Scale redatta dai genitori o chi per essi e la Clinical Global Impressions-Improvement scale redatta dai clinici. Oltre alle scale i genitori o chi ne faceva le veci tenevano un diario sui comportamenti ripetitivi, su altri comportamenti significativi e sulla cognizione sociale. In questa sperimentazione non c'e' stata nessuna differenza tra placebo e ossitocina. Si e' peraltro confermata la potenza della profezia che si autoavvera, in quanto i genitori che credevano di ricevere ossitocina vedevano miglioramenti maggiori dei genitori che credevano di ricevere il placebo. Quanto alla tollerabilita' non ci sono stati effetti collaterali dovuti all'ossitocina.


Come interpretare la discrepanza tra questi due lavori? Con la differenza di eta'? Con una migliore selezione di soggetti tutti rigorosamente ad alto funzionamento? Con una valutazione piu' mirata dei risultati? Nessuno credo lo possa dire. La direzione della ricerca clinica futura dovrebbe essere quella di rispettare le linee guida di cui al recente messaggio di Giuseppe Recchia, che cercano proprio di ovviare a discrepanze di risultati dovute a tanti fattori, tra i quali disegni di sperimentazione troppo generici o con popolazioni troppo eterogenee.
http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Scientific_guideline/2016/03/WC500202650.pdf
     Daniela MC