Quando nel
1989 è uscito il film “Rain man” l’autismo nel cinema era cosa del tutto nuova. In seguito l’autismo è
diventato di moda e c’è stata l’inflazione di film che hanno come protagonista
una persona con autismo.
Naturalmente
nella fiction un regista è autorizzato a dire ciò che vuole e lancia i messaggi
che più piacciono a lui e al pubblico. Il lieto fine si spreca, raggiunto con i mezzi più
svariati: riti degli sciamani, cellule staminali, imposizione delle mani e chi
più ne ha più ne metta.
Non si
tratta di un vero film, ma di un documentario in cui non vi sono attori, ma vi
è ripresa dal vivo una famiglia composta da padre, madre e figlio ventiseienne
con disturbo dello spettro autistico.
Il padre è
il regista stesso che ha videoripreso se
stesso e la sua famiglia, per cui non c’è nulla di falso e, nello stesso tempo,
c’è l’abilità del regista di professione nella ripresa delle scene.
Il
documentario è del 2004, ma le storie vere non invecchiano. Sono così e basta.
Dovendo programmare una giornata di informazione e sensibilizzazione sull’autismo,
voluta dai soci ANGSA della Val Samoggia, ho pensato che la proiezione di
questo docufilm poteva essere in tema con la giornata e utile a fare conoscere
alla cittadinanza cosa è l’autismo nella quotidianità. Ma il DVD non è più in
circolazione. In Internet il film non c’è. L’ho trovato e preso in prestito
alla mediateca del Comune di Bologna. Chi desidera vedere questo documento
unico puo’ venire sabato 16 maggio alle 14,30 a Monteveglio (BO).