In riferimento a quanto autorevolmente scrive la Prof. Daniela Mariani Cerati in proposito, condivido perfettamente le affermazioni riguardo al dato incontrovertibile che la sinergia tra intervento farmacologico ed approcci educativi può cambiare la vita delle persone affette da autismo e delle loro famiglie; è tuttavia straordinaria l'affermazione "se in altri campi non è chiaro chi sia il terapeuta, in questo caso è chiarissimo: il medico". L'affermazione è storica perché per la prima volta si prende atto della evidenza che la persona affetta da autismo non può e non deve essere oggetto di interesse esclusivo del neuropsichiatra perché i comportamenti dirompenti - noi li chiamiamo comportamenti-problema - spessissimo, non sono manifestazioni psichiatriche ma linguaggio rudimentale per comunicare un disagio mentale o un dolore fisico.