Gentile
Dottoressa Mariani Cerati,
è un piacere
rispondere alla sua email; scriverle mi consente, tra l’altro, di riprendere
le fila di una serie di attività oggetto della tesi conclusiva del mio anno
di prova, attività che sono state fonte di grande soddisfazione per me e che
hanno prodotto ottimi frutti.
Ho conosciuto S.
(per motivi di privacy punto
solo il nome) nel 2012, in prima media. Tante cose mi colpivano
all’osservazione: per esempio, il suo approccio agli strumenti per la
scrittura e il disegno. S. impugnava penne, matite e colori come si fa con
una spada e tracciava sul foglio bianco segni rapidi, violenti e ripetitivi
che finivano per lacerare la carta, trasbordando da ogni parte sul banco.
Provava molto piacere nello svolgere questa attività (una stereotipia
autorinforzante), pertanto inizialmente gliela si consentiva dopo il lavoro
strutturato a tavolino.
All’inizio del
2014 la famiglia dell’alunna ha invitato una specialista di propria fiducia,
analista del comportamento certificata BCBA, a collaborare nel progetto
educativo scolastico con le esperte della Casa del Giardiniere. La
dottoressa ha provato subito a mettere sotto controllo la prensione della
biro e il tratto attraverso il programma di pregrafismo: esso prevedeva che
S., sul quaderno, tracciasse righe in orizzontale e in verticale facendo
partire il segno e terminandolo quando lo chiedeva l’adulto, con calma,
senza spazientirsi e soprattutto impugnando correttamente la matita. Ciò
avrebbe consentito, col tempo, una gestione più autonoma del tratto e quindi
anche la capacità di scrivere il proprio nome, stare all’interno dei bordi e
disegnare.
Non è stato
facile. Ho cominciato l’insegnamento nel marzo 2015, usando tecniche
funzionali seppur poco convenzionali. Ho interrotto al termine della classe
terza sperando che il tempo estivo fosse solo una pausa, e mi sono sentita
fortunata quando ho scoperto di avere ‘successori’ preparati che hanno
portato avanti il lavoro con un salto di qualità: nel continuare le
esercitazioni di pregrafismo hanno anche cominciato la scrittura e il
disegno, il cui apprendimento è dunque loro esclusivo merito (sarebbe
opportuno consultarli).
In allegato può
leggere il progetto completo di un’attività di pregrafismo e precisione del
tratto proposta step by
step con l’aiuto di un
compagno di classe (quando è possibile, si favorisce la relazione con i
pari); la procedura, descritta nel dettaglio, era supervisionata dalla
specialista; ogni giorno venivano presi dati per misurare i progressi
dell’alunna attraverso il raggiungimento degli obiettivi per lei stabiliti.
I termini tecnici sono spiegati all’interno delle note. Ho optato
volontariamente per una piccola attività, che si compone comunque di una
miriade di sotto-obiettivi che devono essere tutti acquisiti: l’impegno è
considerevole.
Una breve
aggiunta. La prensione corretta dello strumento di scrittura (obiettivo che
nel progetto compare en passant)
era stata già insegnata per imitazione. L’adulto prendeva la matita ed
invitava S. a ripetere lo stesso gesto; se l’allieva rispondeva
correttamente riceveva molte lodi o qualcosa di gradito, altrimenti veniva
corretta tramite una procedura identica a quella descritta di sotto, nella
sezione “eventuali correzioni e recupero”.
Nella speranza di
essere stata abbastanza chiara, ringrazio di cuore lei, Dottoressa, per la
sua attenzione; la mamma di S. che ha dato il suo consenso alla
pubblicazione del presente scritto, e l’analista del comportamento che lo ha
letto, apportando le dovute correzioni e fornendo il proprio fondamentale
contributo.
Cari saluti; li
estendo anche ai componenti della lista.
Prof.ssa Simona
Cascetti,
Istituto
Comprensivo 9 di Bologna
Scuola Secondaria
di Primo Grado “Il Guercino”
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