Questo e' il titolo di uno dei tre
progetti di ricerca, che saranno finanziati con la campagna di
raccolta fondi che verra' fatta nella settimana del 2 aprile.
Il proponente, Marco Bertelli, e' uno
dei pochi psichiatri che si ricordano che l'autismo non e' solo
infantile e che gli adulti con autismo non sono da relegare alla mera
assistenza e sussistenza, ma anzi presentano problematiche talora di
estrema gravita', che devono essere oggetto di terapia farmacologica
e riabilitativa da parte di professionisti esperti a cio'
specificamente dedicati.
Nella settimana del 2 aprile tutti
potremo contribuire alla ricerca, e in particolare a questa ricerca,
con gli SMS solidali
Dal
28 marzo al 3 aprile, i
programmi TV e Radio della Rai inviteranno il pubblico a sostenere
l’a Fondazione donando da fisso e cellulare attraverso il numero
solidale che verrà comunicato attivo
fino al 6 aprile. Sarà possibile donare 2 euro da
cellulare personale TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile,
CoopVoce e Tiscali. Oppure 2 o 5 Euro da telefono fisso TIM, Fastweb,
Vodafone, TWT e Tiscali.
Ecco
come Marco Bertelli descrive il suo progetto di ricerca
La ricerca indica che la compresenza di altri disturbi
psichiatrici è uno dei problemi più frequenti dei disturbi dello
Spettro Autistico (DdSA), soprattutto nei casi in cui si associ
Disabilità Intellettiva (DI), con un impatto negativo imponente sul
funzionamento generale, gli interventi terapeutico-riabilitativi e
sulla qualità di vita. Nonostante ciò gli studi condotti finora su
questo tema sono fortemente limitati sia in quantità che in qualità.
Mancano dati precisi sulla presentazione delle condizioni
psicopatologiche e conseguentemente sulla loro prevalenza. Tali
mancanze si ripercuotono anche sull'interpretazione dei comportamenti
problema, troppo spesso considerati espressione di un disturbo
psichiatrico e gestiti in prima battuta con interventi farmacologici.
Il presente progetto intende contribuire alla conoscenza in questo
ambito attraverso uno studio osservazionale, analitico, trasversale,
volto a rilevare la prevalenza dei vari disturbi psichiatrici nelle
persone con DdSA con e senza DI, d’età compresa fra i 14 e i 65
anni. A tale scopo verrà utilizzato un sistema di strumenti
diagnostico creato espressamente per questa popolazione, denominato
SPAID, che ha già completato il percorso di validazione. Gli ambiti
di reclutamento potranno essere vari, dalle strutture residenziali,
di diverso livello di concentrazione e indipendenza, a quelle
riabilitative, cliniche, fino alle famiglie. Tutte le persone
inserite nel campione verranno stratificate in base ai 3 livelli di
funzionamento indicati dal DSM-5, alla gravità della DI
eventualmente compresente (borderline, lieve, moderato, grave e
gravissimo), alla tipologia del centro di reclutamento e ad alcune
variabili di background. Per tutte le stratificazioni verranno
prodotte percentuali di prevalenza dei vari disturbi psichiatrici e
indicazioni di peculiarità sintomatologica rispetto a quanto noto
per la popolazione generale. Un ulteriore obiettivo è rappresentato
dall’individuazione di aspetti clinici in grado di migliorare le
capacità di diagnosi differenziale fra DdSA, DI e disturbi
psichiatrici co-occorrenti, soprattutto quelli d'ambito psicotico. A
differenza dei pochi studi simili già condotti in altri Paesi, il
progetto utilizzerà strumenti e percorsi di valutazione diagnostica
costruiti appositamente per i DdSA e la DI.
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