Segnalo l'articolo al seguente link:
Pertanto ritengo applicabile anche all'autismo quanto dichiarato da SINPIA:
“Nel percorso diagnostico, terapeutico e riabilitativo dei bambini e ragazzi affetti da malattia rara con disabilità complesse, il neuropsichiatra infantile rappresenta uno dei primi interlocutori e ha un ruolo cruciale nel valorizzare il significato dei sintomi e tracciare il percorso diagnostico e, successivamente, terapeutico, e garantire il massimo coinvolgimento degli utenti e delle loro famiglie nelle scelte di cura”
“La continuità di cura è concetto ben più ampio e trasversale di quello di transizione, e soprattutto pone al centro il paziente e i suoi percorsi e non i servizi. È per questo che, come Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, abbiamo scelto di approfondirlo in modo specifico in un documento di indirizzo, con particolare attenzione al delicato passaggio tra l’età evolutiva e l’età adulta”.
Purtroppo il diritto alla scelta e alla continuità non viene garantito dai servizi e le famiglie sono costrette a rivolgersi ai Tribunali.
Mi auspico che queste dichiarazioni siano l'inizio di un cambiamento.
Cordialmente
Enrico Toffolo