Una mini riflessione che segue quanto già
scritto, in maniera come sempre estremamente competente dal Prof Barale, da
Sonia Zen e da Noemi Cornacchia .....
..... il problema come tutti ben sappiamo non
è solo in ambito abilitativo , sulla precocità e continuita nel tempo
, ma per quello che vedo, anche e soprautto sulla presenza di strutture e
servizi che proseguano, integrino e introducano questi soggetti in contesti
allargati quanto più possibile a persone con sviluppo tipico .
Fin che non abbiamo questo ma solo centri
diurni con scopi, intenti e attività assistenziali, seppur ricchi di
persone con la più grande buona volonta non facciamo
progressi e non solo viene lasciato intatto il nucleo biologico centrale
dell'Autismo ma si aggiungono elementi vari di reattività ai contesti
con incremento dei comportamenti problema e di co morbidità.
Penso ai vari Alessandro, Giulia, Nicola,
Fabio e molti altri , seguiti e migliorati in età evolutiva e
poi lasciati andare ... le competenze acquisite , se non esercitate
inevitabilmente si perdono. Sono consapevole della difficoltà di questo percorso
ma solo cosi si potrà offrire qualcosa di non transitorio a queste
persone.
Paola Visconti