Gentile signora Patrizia,
la richiesta di un modello integrato, inclusivo della complessità degli aspetti biologici, intende proprio ovviare alla difficoltà alla quale accenna.
Su questa lista e su quella di autismo-scuola si è fatto riferimento a percorsi educativi per favorire l'accoglienza di indagini ematochimiche e strumentali.
Avviando questi percorsi in età evolutiva, i bambini autistici diventano spesso dei "pazienti da manuale" . La premedicazione con una crema anestetica (le modalità d applicazione sono incluse nell'agenda iconica) toglie dolore al prelievo ematico. Pertanto, anticipando in modo opportuno le tappe del percorso ed evitando l'associazione con stimoli spiacevoli, i bambini autistici diventano adulti collaboranti.
Ovviamente la situazione è molto diversa per gli adulti attuali, che conservano memoria di esperienze difficili e dolorose. In questi casi è difficile recuperare la fiducia, attenuare ansia e prevenire comportamenti dirompenti. Tuttavia, resta valido il consiglio di utilizzare strategie educative con agende iconiche e consentire di familiarizzare con la strumentazione (lacci, siringhe e butterfly senza aghi). In alcuni adulti un cambiamento è stato possibile attraverso queste strategie.
Gli accertamenti indicati dalla dot.ssa Di Sarro sono in gran parte valutabili con un unico prelievo di sangue. In alcuni i prelievi sono eseguiti in occasione di sedazione, quando questa si rende necessaria per altre procedure. In altre parole, occorre cercare di ottimizzare le occasioni di indagine, concentrando più accertamenti nella medesima seduta. E' un ulteriore aspetto che sottolinea l'importanza di un modello integrato e fortemente coordinato al proprio interno, con una coesione data dalla consapevolezza del senso di ciò che si fa.
Riguardo alla consapevolezza e alla collaborazione con i colleghi medici di medicina generale e pediatri, colgo lo spunto offerto dalla dott.ssa Di Sarro circa l'atteggiamento negativo percepito da parte da parte dei colleghi sul territorio. E' stato effettivamente un ostacolo importante, ma, con pazienza, si è modificato. Da una situazione di franca opposizione per ciò che non si conosce, l'atteggiamento è profondamente mutato nel tempo, avviando circuiti virtuosi e di efficace collaborazione con la medicina del territorio.
In sintesi, situazione complessa e difficile, ma con ampi magini per poterla modificare e migliorare.
Un cordiale saluto
Cristina Panisi