Una breve specifica per non ingenerare eccesso di allarmismo fra i tanti genitori che leggono e non hanno visto l'intero incontro .
Sono temi che che molti fra voi , colleghi conoscono perfettamente ma credo valga la pena ripetere per i non addetti ai lavori-
E' vero che bisogna spesso pensare anche a situazioni potenzialmente molto gravi quando abbiamo a che fare con comportamenti problema di questi ragazzi , ovvero che possano avere un dolore o un sintomo riconducibile a fattore internistici ( esofagite , gastrite , calcoli renali e non, ascessi dentari .. e cosi via ) ma non dobbiamo dimenticare un po' di semeiologia clinica . Ci sarà qualche segnale che può allertare : vedi rialzo febbrile , vedi la presenza di irritazione o posture particolari dopo assunzione di cibo etc.
Venendo al caso in questione , oltre al fatto che ben conoscevo il ragazzo e l'attenzione dei suoi genitori, non è stato tanto un comportamento problema in senso di agitazione o picchiarsi ad allertare , bensì l'assenza di reattività e la presenza di 4 ore di veglia in una giornata a fronte di 16 ore di sonno ... ovvero dormiva troppo , poco reattivo , non giocava più neppure con i soliti oggetti e il fatto non era spiegabile coin i dosaggi ematici dei farmaci antiepilettici assunti , dosaggio che abbiamo provveduto in primis a fare, insieme ad esami ematici di base .
Oggi una mammma mi chiedeva , giustamente , in previsione dell'introduzione di un farmaco a suo figlio , piccolo di sei anni :" ma come faccio io che sono mamma e non medico a capire che qualcosa non va ? mi dica dott.ssa quali sono i sintomi ?" le ho riposto come farebbe credo ogni collega : " deve fare attenzione a qualsiasi modifica, ( chiaramente di una certa entità) rispetto all'usuale comportamento di suo figlio"
Cordiali saluti
Paola Visconti
----- Messaggio originale -----
Da: daniela marianicerati <marianicerati@yahoo.it>
A: Autismo Biologia <autismo-biologia@autismo33.it>
Inviato: Mon, 23 Nov 2015 14:09:35 +0100 (CET)
Oggetto: Re: [autismo-biologia] psicofarmaci nella disabilita' intellettiva
L' incontro sulla comorbilita'
psichiatrica nell'autismo adulto era l' ultimo di tre incontri che
Rita Di Sarro ha tenuto su questo tema, ogni volta affiancata da un
neuropsichiatra infantile. Questo e' un primo segnale di presa di
coscienza da parte del SSN della necessita' di creare un ponte tra
gli operatori dell' infanzia e quelli dell'eta' adulta e soprattutto
del fatto che degli adulti con disabilita' intellettiva si debbano
interessare anche e soprattutto gli psichiatri e non solo gli
assistenti sociali. All'incontro del 6 novembre scorso, il solo che
e' stato filmato da un amatore presente in sala, la Di Sarro e'
stata affiancata dalla NPI Paola Visconti, la quale ha parlato di
gravi comportamenti dirompenti, ma non solo di farmaci. Ha riferito
di un caso venuto alla sua osservazione nel quale un cambiamento
drastico del comportamento di un quindicenne era stato determinato da
un ematoma subdurale, a sua volta causato dai reiterati colpi sulla
testa che il giovane si dava per una autoaggressivita' incontenibile.
Il resoconto di questo caso e' stato
tanto impressionante quanto istruttivo. Ci da' conto della gravita'
di non pochi casi di autismo, della necessita' di non attribuire all'
autismo ogni nuovo sintomo e di non rinunciare a fare esami clinici
solo perche' questo e' reso difficile dalla non collaborazione. Per
fare questa diagnosi e la conseguente terapia chirurgica e' stata
necessaria la collaborazione in urgenza di anestesisti e
neurochirurghi. L' intervento e' stato subito praticato ed e' andato
bene, ma come prevenire la recidiva della terribile
autoaggressivita'? Ritorniamo al tema di qualche messaggio fa.
Analisi funzionale con le conseguenti strategie abilitative, farmaci
strettamente monitorati. Ma sappiamo che il successo e' molto lontano
dal 100 per cento. Un casco per ridurre il danno? Anche. Ma
soprattutto poniamo questa condizione come priorita' per la ricerca
di nuove strategie biologiche e\o abilitative.
Paola Visconti ha detto molto altro.
Buona parte della relazione si puo' ascolatare ai link
Il Mercoledì 2 Settembre 2015 17:34, daniela marianicerati <marianicerati@yahoo.it> ha scritto:
Un
collega mi ha segnalato l'articolo
col
seguente commento
“Penso
che la problematica sia più complessa. Molto spesso la doppia
diagnosi o la presenza di sintomi psicotici/psichiatrici in realtà
non viene codificata, perché ritenuta più o meno erroneamente parte
della diagnosi.”
E'
importante che questo grave problema emerga in tutta la sua gravita'
e che gli psicofarmaci vengano dati a ragion veduta ai disabili
intellettivi quando necessari e per i tempi dovuti; non vita natural
durante senza monitoraggio e non in sostituzione, ma a complemento di
un programma abilitativo supervisionato e costantemente aggiornato da
esperti qualificati e specificamente dedicati.
Mi
ha fatto molto piacere leggere nel manifesto che annuncia un incontro
sul tema “ FARMACI
E COMPORTAMENTI DIROMPENTI IN BAMBINI E ADULTI CON AUTISMO E/O
DISABILITA’ MENTALE” che
la psichiatra del DSM AUSL di Bologna Rita Sarro ha la qualifica di
Alta Specializzazione sui Comportamenti Problema nella Disabilità€
Intellettiva.
Sapevo
che si era avvicinata con entusiasmo e competenza a questo campo
inesplorato, ma non sapevo che avesse un incarico ufficiale
nell'AUSL.
Questo
e' di buon auspicio. Il primo passo per risolvere i problemi e' farli
emergere e non lasciarli covare sotto la cenere.
21 novembre 2015
Il 6 novembre scorso Rita Di Sarro ha tenuto una relazione sulla comorblita' psichiatrica nella disabilita' intellettiva e nell'autismo in eta' adulta. Ha espresso molto bene quanto sia difficile muoversi in un campo nel quale il paziente non sa esprimere la sua soggettivita' e sintomi come aggressivita' e irritabilita' possono essere espressione di patologie psichiatriche opposte che necessitano di cure totalmente diverse. La difficolta' non deve pero' essere un motivo per eludere il problema o per fare dei miscugli irrazionali di farmaci. Alla mancanza di protocolli si deve ovviare nel presente con l'esperienza e con un intenso monitoraggio e nel futuro con la creazione di protocolli ad hoc.
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