in cui Mario Rosanova da' un resoconto divulgativo dell' articolo segnalato da Antonella Foglia e gia' da me commentato. Mi pare che l'articolo di Rosanova renda piu'  comprensibile il sofisticato esperimento col quale gli autori hanno ottenuto una regressione parziale dei sintomi simil autistici in modelli animali adulti della sindrome di Phelan Mc Dermid
   Daniela MC


Il Lunedì 22 Febbraio 2016 15:39, daniela marianicerati <marianicerati@yahoo.it> ha scritto:

Il Sabato 20 Febbraio 2016 9:03, Antonella Foglia <anto.foglia@gmail.com> ha scritto:

Uno studio recente su Nature.

 22 febbraio
Per comprendere l'articolo segnalato da Antonella e' necessario ricordare ai non addetti ai lavori in cosa consiste un modello animale knock out e un modello animale knock in.
Per il knock out copio da Wikipedia

Un topo knockout è un topo geneticamente modificato in cui è soppressa, a scopo di studio, l'espressione di un determinato gene. Tale soppressione è definita gene knockout (o knockout genico).

Per spiegare in cosa consiste la tecnica knock in ho chiesto alla Prof Marina Marini che mi ha scritto quanto segue

La tecnica knock in è la procedura inversa del knock out, ossia l'inserimento di una terza copia di un gene. In questo caso si è inserito un allele normale per ovviare alle mutazioni presenti negli altri due
Nell'articolo segnalato si e' creato un topo knock in per il gene Shank3 in modo tale che il terzo allele potesse essere riattivato e reso capace di produrre la proteina dello SHANK3. Gli autori hanno riattivato il gene in animali adulti. In seguito alla formazione di quantità adeguata di proteina, alcuni comportamenti anomali sono regrediti e hanno ceduto il posto a quelli normali, ma altri non si sono risolti, probabilmente perché la mancanza della proteina normale in una data fase dello sviluppo non è rimediabile"
Questo esperimento da' un moderato ottimismo per i portatori di delezione o mutazione del gene SHANK3 in quanto dimostra che i sintomi sono parzialmente ma non totalmente regrediti nel modello murino knock in.
Da qui a cantare vittoria per quanto riguarda una terapia efficace nell'uomo ce ne passa. Questo poi limitatamente ai portatori di difetti dello SHANK3 e non per tutti i soggetti con disturbi dello spettro autistico. Purtroppo i resoconti giornalistici sono fuorvianti. In italiano ho trovato un articolo il cui titolo suona cosi'
E' possibile invertire i sintomi dell'autismo nell'eta' adulta
 Gia' il titolo fa pensare all'eta' adulta degli essere umani e per di piu' all'autismo in generale e non alla sindrome di Phelan Mc Dermid
Ancora peggio il testo
a questi risultati è giunto un team di scienziati americani e portoghesi che ha studiato il gene Shank3, uno dei geni coinvolti in una particolare forma di autismo, patologia senza cura che colpisce circa 70 milioni di persone in tutto il mondo”
70 milioni non possono essere le persone con difetti di SHANK3, ma se mai le persone con disturbi dello spettro autistico.
E ancora “ Lo studio fatto dall’università di Coimbra, in Portogallo, e dal MIT (Massachusetts Institute of Technology), negli Usa, dice che è possibile intervenire nella vita adulta dei soggetti autistici”
Quando ci si riferisce ai topi di solito non si dice “soggetti autistici”, quindi il linguaggio dell'articolo fa pensare che abbiamo in pugno una terapia per le persone con autismo, anche adulte.
Non so se il giornalista non ha capito che l' esperimento riguarda i topi o se l'ha capito, ma vuole fare presa sui lettori con messaggi trionfali.
Mi viene in mente quanto mi diceva un amico neurologo. Faceva parte di un pool di medici disponibili a dare spiegazioni ai giornalisti per le notizie di medicina. In piu' di dieci anni aveva ricevuto una sola richiesta di consulenza.
Alla prossima
    Daniela MC






 


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