Il dubbio e la scatola vuota
I primi anni del secolo scorso hanno dato vita, per la scienza, al secolo dell’intenso pensiero.
Max Planck era a capo di un gruppo di studio dal quale è scaturita la meccanica quantistica ed Albert Einstein in solitudine concepì la relatività generale.
La meccanica quantistica era indimostrabile però funzionava perfettamente mentre Einstein era in attesa che qualcuno dimostrasse la validità della sua teoria attraverso la registrazione della deviazione della luce.
Tra i due nacque una fitta corrispondenza sulla validità dei principi della meccanica quantistica e per ragionarci utilizzavano l’esperimento della scatola vuota.
Alternativamente sembrava che una ipotesi potesse prevalere sull’altra ed il dubbio si trascinò fino alla morte di Planck che aveva ancora lasciato disegnato sulla sua lavagna lo schema di quella scatola.
Da quel dubbio sono nati i computers, i gps, i cellulari e tutta la tecnologia che conosciamo e ci aiuta ( ? ) a vivere meglio.
In questi giorni ho cercato di provocare un dibattito su questa lista circa una rinnovata cultura sulle cause dell’autismo e sulla frammentarieà della ricerca scientifica ancora troppo vincolata al concetto dell’autismo provocato esclusivamente da disfunzioni del sistema neurologico centrale.
Non voglio pensare che, poiché la maggior parte dei componenti di questa lista appartiene alla categoria che si occupa del snc, non sia possibile fare nascere lo stesso “dubbio” per mancanza di contraddizione o per difesa di interessi.
Senza di quel “dubbio” la scienza non avrebbe fatto i progressi che conosciamo….
Cordiali saluti a tutti
giovanni marino