Caro Dr. Palazzi, mi trovo del tutto d’accordo sulla rilevanza del tema,
occupandomi io da anni di ossitocina e dello sviluppo di analoghi
farmacologicamente attivi derivati da questo peptide. Recentemente, c’è molto
interesse per il ruolo dell ‘ossitocina nel regolare sistemi fondamentali quali
il “social brain”, l’ aggressività e la flessibilità cognitiva e per il
possibile uso di questo peptide nel trattamento sintomatico di soggetti con
disturbi della sfera sociale, inclusi i soggetti autistici. Sono senz’altro
disponibile a contribuire ad organizzare un incontro. Ci sono parecchi colleghi
italiani interessati e attivi sull’ argomento e credo sarebbe veramente utile
riunirli insieme per discutere e approfondire queste tematiche.
L'estate scorsa questo forum discuteva del problema della polidipsia, la
vasopressina e i casi di possibile "intossicazione d'acqua".
Ricorrono poi studi, anche italiani, che tangenzialmente menzionano la
plausibilità del ruolo dell'ossitocina nell'autismo, ma senza alcuna evidenza di
correlazione diretta (es.
www.jbc.org/content/287/6/3617.abstract?ct=ct).
Si tratta di un'idea eziopatogenetica interessante nel contesto delle
teorie filo/ontogenetiche: è l'approccio evo-devo (=
evolutionary-developmental).
A tale proposito si vorrebbe contribuire a organizzare un incontro
cultural-scientifico su questa tematica.
Sarei grato se chi è interessato volesse discutere insieme la fattibilità
di questo tipo di iniziativa.
Un saluto cordiale,
Stefano Palazzi
Ospedale San Giorgio, via della Fiera + via Messidoro 20, 44124 Ferrara,
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